Un racconto esiste se nessuno lo legge?

» 20 luglio 2012 » In Sproloquio » » Commenta per primo!

Come sempre quando non scrivo sul blog per un po’ sto covando qualcosa. Vi racconto la storia dell’uovo.


Ricreazione

» 23 aprile 2012 » In Storie » Tag: » 2 Commenti

Carlo aveva un piano. Appena suonata la campanella della ricreazione si precipitò giù nel cortile interno della scuola e scelse una buona posizione per controllarne l’accesso: non era troppo lontano, né troppo vicino. Voleva osservare l’arrivo di Laura senza farsi vedere, per scoprire con chi avrebbe passato la ricreazione e capire se c’era la possibilità di parlarle. Si guardò intorno. Per ora l’unico ospite del cortile era un gatto addormentato in un angolo.
- Tsk tsk – fece Carlo.
Il gatto aprì gli occhi nella sua direzione e lui si stupì della bravura che aveva avuto nel localizzarlo senza guardare. Ma non c’era il tempo per perdersi in riflessioni di abilità felina: i primi ragazzi cominciavano ad arrivare. Subito si rese conto di aver dimenticato un tassello fondamentale: la merenda. Come giustificare la sua presenza solitaria nel cortile? Carlo tornò su di corsa, sfidando il flusso di ragazzi che scendeva le scale. Appena aprì la stagnola odiò il panino salame e formaggio che avrebbe reso la sua bocca un fiume di alito cattivo. Ma aveva bisogno di un ruolo e con il panino mezzo scartato nella mano avrebbe potuto girare non visto per il cortile. Sarebbe stato un mangiatore di merenda durante la ricreazione, niente di più classico.

Ora poteva cercare Laura. Passò vicino al muretto dove in genere si appoggiava con le amiche, senza trovarla. Poi esaminò, a distanza di sicurezza, tutti i gruppi con cui l’aveva vista parlare in passato. Intanto dava dei piccoli morsi superficiali al pane e mangiava qualche piccolo pezzo di formaggio. Ma il salame no, quello non lo toccava. Il suo alito sarebbe stato perfetto. Ma Laura in cortile non c’era.

Allora gli venne un’idea. Risalì le scale e andò alla porta della terza B. Sbirciò dentro e la vide seduta al suo posto con la testa china su un libro. C’era solo lei. L’occasione perfetta. E in quel momento si rese conto che il piano arrivava fino lì. Ora non aveva idee né parole. Cominciò a camminare su e giù per il corridoio, i minuti passavano e presto sarebbe finita la ricreazione. All’improvviso un fischio arrivò alle sue orecchie. Istintivamente alzò lo sguardo e vide sopra una trave un piccolo uccello che strillava. Incredibile che l’avesse trovato subito così. Non solo i gatti erano bravi a triangolare i suoni. Carlo rimuginò su quella improvvisa dimostrazione di forza. Chissà quante altre cose la mia testa può fare senza che io lo sappia.
Si avvicinò alla porta della terza B ed entrò nell’aula.

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