La distanza tra le parole

Oggi ho detto una cosa importante e poi mi sono fermato. Non ho aggiunto altro, né ascoltato la risposta. Mi sono girato a guardare indietro, verso il punto in cui avevo iniziato a parlare perché ero sicuro di aver visto qualcosa.
A volte gli scienziati dicono di aver avuto un’intuizione, di aver visto un risultato prima di conoscere il perché di quel risultato. Per questo inventano esperimenti assurdi per dimostrare le ipotesi, perché devono trovare la strada per arrivare a quella cosa, altrimenti nessuno li crederà. Io ho camminato lungo tutta la fila di parole: sembrava un binario che mi indicava dove cercare. Ho seguito il percorso a ritroso fino alla prima lettera della prima frase e lì c’era un salto da fare: dovevo andare al discorso precedente. Ma sono pigro e parlo tanto, l’idea di proseguire non mi attirava e invece di continuare mi sono guardato intorno. A volte anche la pigrizia ti fa scoprire qualcosa: si può girare l’angolo. Se vai dritto raggiungi un altro discorso e poi un altro e un altro, all’infinito. Ma non ti accorgi mai di cosa c’è lì dietro: c’è un’altra frase. Raccontato così sembra ben poca cosa, se non fosse che dietro l’angolo di quello che si è detto c’è quello che si sarebbe voluto dire.
Al primo sguardo mi sono chiesto a cosa potesse servire tutta quella roba così vera. Poi ho pensato che anche la frase pronunciata era vera, a guardarle sembravano due oggetti identici. Ma tra loro c’era una differenza, come tra qualcosa di impolverato e qualcosa di estremamente pulito. Allora ho pensato che fosse importante questa distanza, forse era nascosta lì la cosa che avevo visto. Per guardare meglio sono entrato nello spazio tra le parole dette e le parole che avrei voluto dire. E ho scoperto una cosa incredibile, che a immaginarsi un esperimento per farci arrivare le persone ci si potrebbe passare la vita. Lì in mezzo, in uno spazio piccolissimo che io non capisco come faccia, ci vive la felicità.

m4s0n501
  • il palazzo quadrato

Il Palazzo

|0 Comments

Ne è passato di tempo da quando ho chiesto di scegliere tra quattro foto la migliore per la futura copertina del racconto Il Palazzo, l’ultimo delle Cronache dalla Città. Adesso che  finalmente il racconto è uscito ed è acquistabile per Kindle (ma potete leggerlo su iPad, iPhone, sistemi Android  e PC semplicemente usando l’applicazione Kindle gratuita), adesso che è uscito […]

m4s0n501
  • su uno scoglio

L’arte di attendere

|0 Comments

Se c’è qualcosa in cui sono bravo è attendere. Non credo di essere nato bravo, forse avevo una predisposizione, non so. Sta di fatto che ora sono qui, fermo, e non ho nessuna intenzione di muovermi. Di tutte le illusioni che ho incontrato quella di cambiare le cose mi sembra la più grande. Perché sono le cose, gli eventi, che […]

m4s0n501
  • Tappezzeria

Storia per gente fantasiosa

|0 Comments

C’è questo tizio che non ha niente di particolare, mi segui? Tranne forse che è brutto. Se ne sta zitto tutto il tempo durante la festa e nessuno sa cosa gli passi per la mente. Ho chiesto agli altri, non lo ricordano, non sanno nemmeno se è stato tutta la sera poggiato alla parete. Tappezzeria, capisci? Uno di quelli che […]

m4s0n501
  • le mura quadrato

L’attesa e la fuga

|0 Comments

Ci sono luoghi da cui vuoi solo fuggire e nonostante il tuo desiderio sia forte e rabbioso non puoi fare altro che aspettare. L’anticamera del dottore è l’esempio più facile, così come l’aula piena di studenti prima di un esame. Ma io penso a luoghi più grandi, senza muri visibili, che sanno essere prigioni molto più soffocanti di quelle stanze: […]

m4s0n501
m4s0n501