Il pezzo di ricambio

» 17 dicembre 2011 » In Storie » Tags: , » No Comments

Franco è un meccanico e un meccanico non guarda le macchine come le guardiamo noi. Per lui le macchine sono vive. Quando entra in un ospedale – quelle volte che è dovuto andare – Franco si sente circondato da colleghi, perché lui è come un chirurgo. L’ultima volta l’hanno rimproverato perché deve smettere di bere. Ora è in lista. Ma anche lui raccomanda sempre di pulire le prese d’aria dalle foglie e ci fosse mai qualcuno che lo fa. Ci vuole cura per fare il lavoro del dottore, la stessa che ci vuole per il suo lavoro. Riparare una macchina non è solo sostituire un pezzo. Non è aprire-cambiare-richiudere. Ragionare così significa restituire la macchina al cliente e vederlo tornare qualche giorno dopo con un problema peggiore. Franco, prima di fare qualunque cosa, ascolta. Ascolta i parenti – in genere il proprietario – e si fa spiegare cosa c’è che non va. Qual è il disturbo. Poi fa la sua visita accurata: fa partire l’auto girando la chiave con lentezza da cerimonia. Il rumore è simile a quello descritto dal cliente, ma mai raccontato nei dettagli come potrebbe fare lui. Il leggero cigolio metallico di un pistone leggermente fuori asse. Il borbottio di una macchina che sta per spegnersi per colpa di un contatto elettrico umido. Il segreto sta nella cura, nel rapporto che si crea tra dottore e motore. Quando c’è bisogno mette la macchina sul ponte, la alza e le controlla l’albero. Ma molte volte è qualcosa di semplice: la coppa dello spinterogeno rotta, per esempio, o una candela che si è spezzata dopo tanti anni di uso.

- È una cosa semplice, vero?
- È un’operazione che ho eseguito molte volte.
- Io… Sono abituato a essere io il dottore.
- È un collega?
- Sono un meccanico.
- Mh. Non si deve preoccupare. Il quadro generale è ancora buono, siamo in tempo per un perfetto recupero.
- Dal suo lato è facile dirlo.
- Deve essere felice: molti aspettano anni per un donatore. Vede, per ragionare nei suoi termini, il suo pezzo di ricambio è arrivato proprio al momento giusto. Non ci ha fatto aspettare con la macchina in officina.
- Ma se fai un errore mentre sostituisci un pezzo del genere, puoi finire per non far correre più la macchina. Mi capisce?
- Guardi, può stare tranquillo. Dopo vent’anni di operazioni più gli anni di chirurgia, ho capito una cosa: è inutile girarci intorno, si tratta solo di aprire, cambiare e richiudere.

Respirare

» 29 novembre 2011 » In Sproloquio » Tags: » 1 Comment

Da diversi anni ormai posso dire di aver imparato a respirare. Ho dedicato gran parte della mia vita al respirare e – da quando ho memoria – ricordo di avere sempre avuto grandi risultati nel farlo. Qualcuno suggerisce di dedicare a questa attività allenamenti specifici, ma io ho attuato un’altra strategia, una strategia semplice: farlo sempre, appena ho un secondo. Mi sono applicato con costanza e oggi posso dire di avere accumulato ore e ore di pratica, durante tutto l’arco della mia vita. Quando si ha la passione per qualcosa, non ci si stanca mai.
Se vedeste con quale costanza mi applico durante le mie giornate: credo di essere talmente fissato col respirare da continuare anche mentre dormo. Forse sono eccessivo, non vorrei sembrare un esaltato e di questo mi scuso. Effettivamente a volte credo che sia diventata una specie di paranoia. Mi dico, smetti. E ogni tanto lo faccio, ma poi è più forte di me, devo ricominciare. Quando sarò troppo grande per continuare a farlo dovrò pagare il supporto di qualche specialista, dovranno convincermi che respirare non è tutto, che posso passare il mio tempo a fare altro, ma io mi conosco, mi piace talmente tanto che quando dovrò smettere finirà che ne morirò.

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