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Di tutti i cassetti del comò quello che più odio è quello che non si apre più. Credo che un giorno il cassetto si sia innamorato del suo contenuto e abbia deciso di tenerlo per sé. Io lo odio per il suo egoismo, per questa sua inutile forza di volontà.

Se mi si chiede cosa siano questi oggetti tanto importanti e belli da far innamorare un cassetto, be’, io non me lo ricordo. Non so più quale sia il suo contenuto, ma il fatto che il cassetto non si apra lo rende di sicuro un contenuto di notevole importanza.

Ogni volta che non trovo qualcosa penso che sia lì dentro. Ma non lo riesco ad aprire: per farlo dovrei rompere il comò. Posso distruggere un mondo perché odio qualcosa che esiste al suo interno? Forse ho allargato un po’ troppo il problema, ma so che mi capite.

Il cassetto che odia
Ogni volta che in questa casa non si sa dove mettere un oggetto lo si mette nel terzo cassetto del comò. Ma sì, schiaffalo lì dentro se non sai che fartene. L’ultima volta ho incamerato sei mestoli diventati un peso per la credenza della cucina. Ora sono incastrato perché uno dei mestoli è finito nella guida.

Ho l’impressione che nessuno di questi oggetti sarà mai necessario. Resterò incastrato a vita. Finirò dal robivecchi incastrato come sono oggi e come sarò domani. Forse non ricordano nemmeno che razza di discarica hanno lasciato al mio interno.

Se potessi romperei tutto. Spaccherei la guida e il mestolo incastrato. Farei uscire i chiodi dal legno del comò, tutti insieme, contemporaneamente. Così finiremmo a terra con il nostro inutile contenuto e rovineremmo il pavimento di marmo lucido. Non si meritano nulla. Rispetto, ci vuole.

2014-10-23T13:48:17+00:00 Categories: Storie|Tags: |0 Comments